Storia e Archeologia

 

Il territorio è stato abitato fin dal Neolitico recente, ne sono testimonianze diverse domus de janas tra cui quelle di Casa Diana e Predas Rujas. Il periodo nuragico (1800-900 a.C.) ha lasciato uno dei nuraghi più importanti della costa orientale sarda, San Pietro. Si tratta del monumento nuragico più significativo del territorio, un quadrilobato con oltre 70 m di diametro. Il nuraghe si presenta ancor oggi con il mastio centrale articolato su quattro torri aggiuntive. La torre centrale misura 4,5 m di diamentro ed è realizzato su imponenti blocchi di trachite rosa. L'ingresso è orientato a sud, di forma rettangolare e coperto a piattabanda dove, a destra, si apre la cosidetta garitta di guardia; a sinistra, invece, una scala ad andamento elicoidale porta al terrazzo soprastante. Il corridoio apre alla camera centrale (diametro 12,5 m) in cui si trovano le tre nicchie a croce costruite con muri aggettanti che si chiudono ad arco a sesto acuto. (Fonte "Torpè.imonumentiarcheologici". Alberrto Pala)

Tra 1980 e il 1984 sono stati realizzati i più importanti lavori di scavo, condotti dall'archeologa Maria Ausilia Fadda del soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro. I manufatti ceramici e i reperti rinvenuti, vista la loro significatività sono stati catalogati anche dal noto archeologo e Accademico dei Lincei Giovanni Lilliu. Nello specifico si possono citare oggetti ornamentali in bronzo e argento, vassellini rituali di terracotta e figurine nude maschili.

Per le visite guidate è possibile contattare l'Associazione "Sardus Pater".

 

In epoca più recente, verso la fine del 1400, è stata costruita la chiesa dedicata a N. S. degli Angeli. La realizzazione di questo edificio religioso fu fortemente voluta da Don Nicolò Carroz ed avviata da sua moglie Donna Brianda De Muru intorno al 1486. La chiesa presenta un'unica navata molto ampia, al suo interno si può ammirare un battistero ligneo restaurato recentemente, diverse statue antiche ( S. Elena, Madonna della Candelora, S. Sebastiano, S. Maria Maddalena), una tela raffigurante la glorificazione di Maria della pittrice Diana Robustelli posizionata sopra il coro ligneo e, infine, una scultura in legno dell'artista Mainardo Demetz  raffigurante l'Annunciazione.

Tra le altre chiese si possono citare quella dedicata alla Purissima e a Sant'Antonio da Padova, divenuta luogo di culto nel 2000.

 

 

 

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